mercoledì 19 marzo 2014

NUOVA INTERVISTA!

Vorrei ringraziare di cuore la mia splendida amica, Silvia Federici, per questa bella intervista!

L'Abruzzo vola in Europa con Paola Ronci e la sua Band

Ritratto di Silvia Federici
L'intervista alla giovane cantante d'Avezzano che sta conquistando i cuori di tutti.
Avezzano - Nell’aprile 2013, la giovane sorprendente cantante abruzzese, Paola Ronci ha presentato durante “La Nuit Du Blues Festival” in Francia, il suo album di debutto “Full Of You” riscuotendo uno straordinario successo. La sua voce frizzante e carismatica sta conquistando tutti.
Nella serata di venerdì scorso, l’abbiamo “pizzicata” durante una sua serata a La Sarimmenta” in un locale del centro di Tagliacozzo ed abbiamo deciso di farle qualche domanda:
- Partiamo dal tuo album di debutto: Full of You. Parlaci di questa esperienza.
Realizzare  Full of You è stata un'esperienza molto intensa e formativa per me. Era già da un paio di anni che avevo maturato l'idea di registrare alcuni miei brani, scritti in un momento di profonda riflessione sulla mia vita. In un mattino di primavera, nacque Full of you, canzone che dà il titolo all’album. Venne fuori di getto, in un istante in cui per la prima volta dopo un periodo di buio profondo, mi sono sentita totalmente in sintonia con il tutto, piena di vita e d'amore per la musica, la quale mi stava dando la possibilità di esprimere a pieno la mia gratitudine. Le parole che ho usato cercano di descrivere e immortalare immagini e sensazioni molto intense, di precisi attimi, così da poterle ricordare e rivivere . Le sonorità che abbiamo utilizzato sono chiaramente ispirate all'Hill Country Blues del Nord del Mississippi, i quali esponenti sono Mississippi Fred Mc DowellR. L BurnsideJessie Mae Hemphill  etc.. e non a caso ho affidato il missaggio del disco a Kevin Houston, fonico degli attualissimi North Mississippi Allstars.

- Come è avvenuto il tuo incontro con la Jona's Blues Band?
Ho incontrato la Jona's Blues Band ad un loro concerto a Stazione Birra, a Roma. Rimasi impressionata dal loro sound pazzesco e affascinata dalla loro lunga storia musicale: suonano blues da quasi 30 anni, con la stessa energia di chi comincia. Hanno collaborato con musicisti immensi e calcato i più grandi palchi del blues nazionale, tra cui Pistoia Blues Festival. In quel periodo suonavo in duo con il loro giovane cantante/chitarrista e fui entusiasta, ma anche intimorita quando chiesero a me, ancora inesperta, di diventare la loro voce leader. Abbiamo suonato al Liri Blues Festival di spalla ai Campbell Brothers e ho avuto l'onore di duettare con Herbie Goins a Sezze in blues e con  Harold Bradley a Tropea Blues Festival.

- La tua vena artistica non e’ solo blues ma anche jazz … vero?
Il blues mi ha inevitabilmente portata ad avvicinarmi a molti dei generi che ha influenzato, in particolar modo al jazz, o meglio al "jass" degli albori, intriso di esso e di ragtime. È nata subito in me l'urgenza di approfondire questo nuovo linguaggio al quale mi sento particolarmente vicina e simile e che considero vivo e vegeto. Per me non è un revival, ma una reale esperienza di vita del 2014. Grazie all'incontro con Ryan Donohue e Bill Barrett ho potuto inziare ad esplorare questo mondo. Il primo è un musicista cresciuto artisticamente a New Orleans, mentre il secondo è un grande interprete dell'armonica cromatica, esperto di early jazz. E così, tra i vari brani scelti per il nostro disco, alcuni provengono dal mondo del jazz.

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